Omaggio ad Angelo Caria, a Nuoro e alla Sardegna

“NELL’IMPERO DORATO DOVE IL SOLE NON TRAMONTA MAI. E POI REGNO SARDO”

Murale, Viale Sardegna, Nuoro

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Da uno sfondo composto dal sole e dai suoi raggi, gli esagoni, emerge una grande sfera istoriata, che rimanda al mondo sardo. Sono infatti raffigurati i bronzetti, la Dea Madre, i Giganti di Mont’e Prama e il nuraghe Orolo (Bortigali), simboli di una società e di una cultura antica, evoluta e perduta, talvolta oggetto di scavi clandestini e vendita nelle aste mondiali e spesso, nel corso della storia, spogliata delle sue bellezze.
La sfera viene rovesciata da una figura stilizzata: sul capo porta una conchiglia, elemento simbolico ricorrente nelle opere dell’artista, rappresentante l’evoluzione del pensiero umano. Egli ha la mente rivolta verso il basso, il male, è un sordo e cieco esecutore che, rovesciando la sfera, disperde le ricchezze e i valori della Sardegna.
Al centro, la cascata incontrollata di tesori invade lo spazio inferiore dell’opera e le conchiglie vuote rappresentano l’evoluzione nella storia del pensiero umano, condizionato dalle invasioni.
Nella parte sinistra della composizione emerge la superficie sottostante, originariamente destinata ai manifesti elettorali, indicando simbolicamente come dal regno sardo-piemontese ai giorni nostri la Sardegna, con i suoi problemi, fatica ad emergere, ma spera in una rinascita.

E’ possibile individuare nell’opera gli elementi compositivi, formali e stilistici dell’artista, come le intense cromie, il gusto per il dettaglio e la ricchezza di forme derivate dalla natura, rappresentate con un forte senso realistico e simbolico.
Un’atmosfera straniante ed enigmatica domina la rappresentazione, le forme umane e naturali appaiono semplificate ed essenziali poiché mirano a rappresentare una realtà più profonda e ricca di significati allegorici.

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